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L’articolo 3 della Costituzione Italiana così recita:<<Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese>>.

Ispirandosi a questo principio fondamentale, che esprime in modo mirabile l’intenzione di creare una società dove ciascuno, indipendentemente dalla sua specifica condizione, si possa ritenere portatore di diritti, la scuola ha avviato nella seconda metà del secolo scorso un processo di costante rinnovamento dei suoi percorsi e progetti formativi: la scuola così ha recepito le indicazioni rivoluzionarie di Don Milani e dei suoi ragazzi della Scuola di Barbiana, ha accolto i “Gianni” esclusi dalla scuola classista e selettiva, ed ha cercato dagli anni Settanta di rinnovare continuamente se stessa fino a diventare, oggi, la Scuola dell’inclusione, la scuola che, nel garantire percorsi adeguati per le eccellenze, si deve impegnare a favorire il pieno inserimento e sviluppo di tutti i soggetti, in qualsiasi condizione di disagio essi si trovino nell’ottica di un positivo inserimento nel contesto sociale. Chi ha cantato emarginati e indesiderabili  affrancandoli dal "ghetto" e mettendo a confronto la loro dolorosa realtà umana con la cattiva coscienza dei loro accusatori, è stato Fabrizio De Andrè. Il suo cammino, iniziato  in  Via del Campo, ha attraversato tutte le realtà più umili: dalle  minoranze etniche ai diseredati, dai disertori ai malati. Nella sua antologia di vinti, dove l'essenza delle persone conta più delle azioni e del loro passato, De André ha raggiunto  risultati poetici che oggi gli vengono ampiamente riconosciuti.

La proposta di dedicare questo Istituto Comprensivo a Fabrizio De André nasce proprio dalla constatazione che questo cantautore/poeta, o poeta/cantautore, comunque lo si voglia definire, ha rappresentato una pietra miliare nella cultura della seconda metà del Novecento, che egli ha cantato e pennellato, con musica e parole, suscitando emozioni e riflessioni che progressivamente si sono impresse nella coscienza individuale e collettiva. Molte delle sue canzoni sono ormai presenti nelle antologie scolastiche per il loro contenuto e per il valore che esse trasmettono. Esse rappresentano degli enunciati splendidi dell’amore e della solidarietà che deve essere garantita a ciascun individuo/persona indipendentemente dalle condizioni sociali nelle quali si trova inserito e, illuminate da una etica laica ma fortemente ispirata ai principi di solidarietà e fratellanza che hanno caratterizzato il Cristianesimo e tutte le persone di “buona volontà” che riconoscono all’altro pari dignità e pari diritti.

 

 

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